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Per informazioni più dettagliate o ricerche approfondite rivolgersi all'Archivio di Stato del Cantone Ticino



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spaziatore Obelisco, 1803

ESSER VOGLIAMO
UN INDIVISO POPOLO DI FRATELLI
ETERNAMENTE STRETTI
NELLA SVENTURA E NEL PERIGLIO
LIBERI COME GLI AVI
E PRIA LA MORTE
CHE VIVENDO IL SERVAGGIO

Piazza Indipendenza, Bellinzona

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1803
ATTO DI MEDIAZIONE PER LA COSTITUZIONE DEL CANTONE TICINO

Atto di Mediazione

Fatto dal Primo Console della Repubblica Fancese tra i partiti che dividono la Svizzera. Decisione fondamentale anche per la storia della nostra Nazione e non solo per il Ticino, "Fatto, e dato a Parigi, il 30. piovoso anno XI (19 febbraio 1803).

Bonaparte, Primo Console della Repubblica, Presidente della Repubblica italiana
agli svizzeri

L'Elvezia, in preda alle dissensioni, era minacciata della sua dissoluzione: Ella non poteva trovar in se stessa i mezzi di riconstituirsi. L'antica affezione, della Nazion Francese per questo popolo commendabile, che essa ha recentemente difeso colle sue armi, e fatto riconoscere come Potenza co' suoi trattati; l'interesse della Francia, e della Repubblica Italiana, ove la Svizzera stende le sue frontiere; le istanze del Senato, quelle dei Cantoni Democratici, il voto dell'intero popolo Elvetico, ci han fatto un dovere d'interporre la nostra Mediazione tra i partiti, che lo dividono. I Senatori Barthelemy, Roederer, Fouchè e Demeunier, sono stati da noi incaricati di conferire in 56 Deputati del Senato Elvetico, e delle Città, e Cantoni, riuniti a Parigi. Determinare se la Svizzera, costituita federativa dalla natura, potesse essere tenuta sotto un governo centrale, altrimenti che colla forza; riconoscere il genere di Costituzione, che era il più conforme al voto di ciascun Cantone, distinguere ciò che meglio corrisponde alle idee, che i nuovi Cantoni si sono fatte della libertà, e della felicità; conciliare nei Cantoni antichi le instituzioni consacrate dal tempo con i diritti restituiti alla massa dei Cittadini: tali erano gli oggetti, che bisognava esaminare, e discutere. La loro importanza, e difficoltà, ci hanno determinati ad ascoltar noi stessi dieci Deputati nominati dai due partiti, cioè li Cittadini d'Affry, Glutz, Jauch, Monod, Rein-hard, Sprecher, Stapfer, Ustery, Wattenville, e Vonflue; e abbiam confrontato il risultato delle loro discussioni tanto coi diversi progetti presentati dalle deputazioni Cantonali, che coi risultati delle discussioni che hanno avuto luogo tra queste deputazioni, e i Senatori Commissari. Avendo così impiegati tutti i mezzi, onde conoscere gl'interessi, e la volontà degli Svizzeri, NOI in qualità di MEDIATORE, senz'altro scopo, che quello della felicità dei popoli, sugli interessi dei quali avevamo a decidere, e senza intenzione di nuocere all'indipendenza della Svizzera, STABILIAMO quanto segue: (…).

Quello che segue sono:

  • la Costituzione del Cantone Ticino
  • l'Atto Federativo (che disegna il nuovo assetto della nazione), elevando al grado di Cantone Argovia, Turgovia, Vaud, San Gallo, Grigioni e, chiaramente, il Ticino.

Nella Costituzione ticinese di allora, all'art. 1., leggiamo:

  1. Il Cantone del Ticino comprende, oltre il territorio rinchiuso né suoi limiti attuali, la Valle Leventina.
  2. Egli è diviso in otto Distretti, cioè: Mendrisio, Lugano, Locarno, Vallemaggia, Bellinzona, Riviera, Blenio, e Leventina.
    Bellinzona è il capoluogo del Cantone.
    (…)

Come si ricorderà, le lotte per il riconoscimento di Bellinzona quale capitale stabile del Ticino si conclusero con un verdetto popolare il 10 marzo 1878 che, con 13'819 voti contro 6'851, confermò la riforma costituzionale.



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Monumento ai caduti

Monumento ai caduti della prima guerra mondiale, opera di Apollonio Paolo Pessina, 1920. Precedentemente posto in Piazza Governo.
Iscrizione:

"Perchè sicuri i focolari libera la terra salve le vite e il pane accettammo la morte"
AI SUOI FIGLI MORTI PER LA PATRIA IL TICINO RICONOSCENTE 1914-1919

Nel 1948 il monumento fu trasformato dallo scultore in un trittico dedicato ai caduti delle due guerre mondiali e trasferito in via Dogana.

Luogo: via Dogana, Bellinzona - addossato alla murata.



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"Elvezia in cammino"

Opera dello scultore Remo Rossi in memoria di Giuseppe Motta.

Luogo:  piazza Stazione, Bellinzona

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Disastro S. Paolo 1924

Opera di Giuseppe Chiattone inaugurata il 17 aprile 1927 in memoria dei ferrovieri periti nella sciagura.

Luogo: parco giochi piazzale B. Antognini

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Foca

Opera di Remo Rossi.

Luogo: piazza Governo, Bellinzona

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Rinaldo Simen

Monumento a Rinaldo Simen

Luogo: piazza R. Simen, Bellinzona

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Grande mano

Opera di Pierino Selmoni (1927) posata nel 1984 in occasione dell'apertura della nuova sede di BancaStato Bellinzona

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"Aggregamento"

Scultura in bronzo di Selim Abdullah posata nel 1992 in occasione dell'inaugurazione del Centro Cervo, donazione Fidinam Sa

Luogo: piazza Magoria, Bellinzona

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Scultura di Selim Abdullah
e Scultura di Alberto Ghinzani

Posate in occasione dell'inaugurazione dell'autosilo.
Donazione Autosilo Piazza del Sole SA.

Luogo: parco di Via Simen

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"L'Ave Maria"

Opera di Antonio Chiattone (1856-1904).

Luogo: corte interna Palazzo Civico, Bellinzona

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"Rotazioni"

Scultura di Ivo Soldini donata dal Rotary club Bellinzona in occasione del 50° di fondazione. Posata l'8 maggio 2004.

Luogo: Largo Elvezia, Bellinzona

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Busto
di Giovanni Jauch

Luogo: ballatoio palazzo Civico, secondo piano, Bellinzona

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