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Martedì 11 Agosto 2026

Governance condivisa e migliore accessibilità: ecco il Piano d’azione per lo sviluppo coordinato della montagna di Sponda destra

Il nuovo Consiglio direttivo dell’Ente autonomo Carasc, nominato dal Consiglio comunale il 13 aprile 2026 ed entrato in carica nel corso del mese di maggio, comunica la pubblicazione del Piano d’azione Sponda destra (www.carasc.ch/piano-dazione), presentato a tutti i partner attivi sul territorio il 10 giugno 2026. Parallelamente, prosegue intensamente il lavoro dell’Ente autonomo, di volta in volta insieme ai vari attori sul territorio coinvolti, per procedere alla sua progressiva implementazione.

La montagna della Sponda destra di Bellinzona si trova oggi a un bivio strategico, un momento ricco di potenziale generato dal successo degli ultimi anni, in particolare a seguito dell’apertura del Ponte tibetano nel 2015, ma anche denso di sfide che non possono più essere rimandate e di cui la Città è consapevole. Il grande afflusso di visitatori, testimonianza del fascino immutato di questo territorio, ha portato le infrastrutture e il modello gestionale attuale ai loro limiti naturali.

 

Con l’obiettivo di definire una visione di sviluppo sostenibile e coordinato del comprensorio, in particolare per le aree di Curzútt, Mornera e del parco montano circostante, è stato realizzato il “Piano d’azione della Sponda destra”, fatto proprio dal Consiglio direttivo dell’Ente autonomo Carasc e dal Municipio. In un contesto in cui le dinamiche turistiche, socioeconomiche e ambientali stanno cambiando rapidamente, il Piano – con le sue misure concrete ai livelli operativo e strategico – permetterà di ripensare il ruolo e la valorizzazione di territori montani ricchi di patrimonio culturale, naturale e umano, ma al tempo stesso fragili e complessi da gestire.

 

Le criticità individuate

Il Piano d’azione, commissionato dall’Ente autonomo Carasc, è stato realizzato dalla società esterna Comal.ch SA con l’accompagnamento – attraverso un tavolo di lavoro operativo e uno strategico – di un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti della Città, dell’Ente autonomo stesso, dell’OTR Bellinzona e Valli, dell’ERSBV, della Fondazione Curzútt-San Bernárd e del Patriziato di Monte Carasso.

 

L’analisi dello stato attuale del sistema turistico della Sponda destra ha permesso di evidenziare alcune criticità che ostacolano il pieno sviluppo del suo potenziale. Anzitutto, la gestione dell’offerta turistica e delle risorse territoriali risulta frammentata e condivisa da un notevole numero di enti. Questa frammentazione favorisce, in parte, lo sviluppo di diverse offerte che valorizzano capillarmente il territorio, ma rende assai difficoltosa l’integrazione delle varie offerte in un prodotto che possa risultare uniforme agli occhi dei visitatori. Passando ai collegamenti, l’accessibilità alla Sponda destra è notoriamente limitata, e questo costituisce uno degli ostacoli principali al suo pieno sviluppo turistico. La porta d’accesso principale è indubbiamente la funivia Monte Carasso-Mornera, che se in estate è molto gettonata può invece essere sfruttata molto di più nelle altre stagioni, sempre più miti anche in quota. Nelle valutazioni con il Tavolo di lavoro strategico è quindi subito emersa la chiara necessità di migliorare le modalità di accesso, rendendo maggiormente attrattive o creando nuove possibilità o percorsi per arrivare a Curzútt. La maggior parte delle offerte dipendono infatti da un sistema di accesso affidabile e performante, mentre allo stato attuale la funivia mostra diverse criticità strutturali e gestionali. Le recenti revisioni e indagini delle parti elettromeccaniche e di genio civile indicano che la funivia dovrà essere ristrutturata nel giro di circa dieci anni.

 

L’importanza della funivia è data anche dal fatto che la maggior parte delle attrazioni è localizzata proprio sul suo asse; per contro, le attrazioni turistiche ed escursionistiche che valorizzano comparti secondari e vie di accesso alternative sono oggi poco valorizzate e sfruttate dal pubblico, in particolare in inverno. In merito alla promozione, i turisti che non conoscono la località potrebbero essere disorientati nella pianificazione della propria visita dalla mancanza di un’identità unica (nome, logo, sito web, ecc.) che centralizzi le informazioni e promuova le possibilità di trascorrere il tempo libero sulla Sponda destra di Bellinzona. Proprio in questo ambito il Consiglio direttivo intende intervenire in tempi brevi.

 

Le misure necessarie
Il Piano d’azione ha individuato una rotta condivisa per la prossima fase di sviluppo, che possa trasformare le criticità odierne nelle grandi opportunità di domani. Il cuore di questa nuova rotta è un fondamentale cambio di paradigma: la scelta consapevole di evolvere da una logica basata sulla gestione dei volumi a una visione incentrata sulla qualità dell’esperienza. L’obiettivo non è più semplicemente attrarre visitatori, ma accoglierli in un "Parco montano" curato, accessibile e sostenibile, dove il valore non si misura nel numero di passaggi, ma nella ricchezza del tempo trascorso. Questa scelta strategica non è una rinuncia alla crescita, ma la ricerca di una crescita più intelligente e capace di generare un benessere diffuso e duraturo per l'intera regione. Per realizzare questa visione, il primo passo, indispensabile e fondante, consiste nel superare la frammentazione che ha finora limitato le potenzialità del territorio. La vera svolta è rappresentata quindi dal raggiungimento di una struttura di governance unica e integrata.

 

Parallelamente è necessario iniziare a riflettere, insieme al Patriziato di Monte Carasso quale proprietario, sul rinnovo della funivia Monte Carasso-Mornera. La soluzione pragmatica e ponderata di un impianto moderno ma non sovradimensionato rappresenta la dimostrazione di un approccio maturo, che privilegia l'affidabilità e la sostenibilità finanziaria, garantendo un servizio di qualità senza inseguire picchi di domanda insostenibili. A questo pilastro si affiancherà un sistema di mobilità dolce e integrata, ad esempio con uno shuttle bus “esperienziale”, per offrire alternative intelligenti che arricchiscano l’accesso alla montagna.

Una volta poste queste solide fondamenta, lo sguardo potrà aprirsi a orizzonti più ampi: non più un’offerta concentrata su un unico asse, ma un'esperienza diffusa che metta in rete grotti, capanne, alpi e panorami, distribuendo i flussi e generando valore su un territorio più vasto.

Le analisi hanno fornito gli strumenti, le strategie devono indicare la direzione. La sfida passa ora dalla collaborazione e dal dialogo costruttivo tra tutti gli attori e partner, nella volontà di superare i particolarismi per abbracciare un bene comune più grande. Con un impegno condiviso, la Sponda destra ha la straordinaria opportunità non solo di risolvere le proprie criticità, ma di diventare un modello di sviluppo montano sostenibile, un vero e proprio parco di esperienze di qualità per i cittadini e i visitatori. I documenti elaborati sono scaricabili al link: www.carasc.ch/piano-dazione.

 

Alcuni numeri

La comprensione del potenziale di sviluppo e l’effettiva attrattiva della montagna di Sponda destra di Bellinzona è passata naturalmente dall’analisi dei numeri della funivia Monte Carasso-Mornera. Sull’asse della funivia si trovano infatti le principali attrazioni dell’area che catalizzano l’attenzione dei turisti. Prima dell’apertura del Ponte Tibetano (nel 2015) si contavano mediamente circa 36’000 passaggi annui. In seguito, i numeri sono strati mediamente di 47’000: un aumento significativo di circa 11’000 passeggeri annui. Dall’analisi emerge che il costo dei biglietti è talvolta non proporzionato al reale costo sostenuto per garantire l’esercizio della funivia. Più in generale, complessivamente i visitatori di Mornera e Curzútt negli ultimi anni si sono stabilizzati tra 40’000 e i 50’000 all’anno. Per quanto riguarda i posti letto, nel comprensorio ne sono disponibili circa 175 in strutture di diverso genere, capanne comprese.

Per quanto riguarda i target dell’offerta, al primo posto ci sono le famiglie (considerando il fatto che circa il 25% dei biglietti venduti è destinato a bambini e ragazzi in età scolare), poi sportivi, coppie e persone della terza età. Non vi sono dati certi, ma si stima che la provenienza dei visitatori è per la maggior parte costituta da locali (Canton Ticino) e persone domiciliate oltre San Gottardo. I visitatori provenienti dall’estero sono stimati nell’ordine del 5-10% e sono concentrati soprattutto nella stagione estiva.

 

IL MUNICIPIO