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Castel Grande
I castelli di Bellinzona
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Biglietto Museo:

  • fr. 5.- adulti /  fr. 2.50 adulti gruppo (min. 10 pax), avs
  • fr. 2.- bambini, bambini gruppo (min. 10 pax)

Il prezzo d'entrata è soggetto a variazioni a dipendenza di eventuali mostre proposte.

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Castelgrande

 

Informazioni:

Tel.: 091 / 825 81 45

 

Apertura Museo:
Novembre-Marzo/Aprile
10.00-17.00

 

Marzo/Aprile-Novembre

10.00-18.00

lunedì-domenica

 

Museo storico archeologico

Museo storico artistico

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Il primo insediamento umano sulla collina di Castelgrande, attestato durante gli scavi dal 1984-1985, risale al 5500/5000 aC. (neolitico).
Su questo primo insediamento, nel IV secolo d. C. si costruì la prima fortificazione accertata archeologicamente (scavi del 1967). Anche vari documenti del VI secolo ricordano l'esistenza di una struttura fortificata. Nel XIV secolo il castello è per la prima volta chiamato Castrum Magnum, Castel Grande.
È il nome odierno, anche se durante l'occupazione svizzera venne chiamato d'Uri (1630) o di Altdorf, e nel 1818 Catello di S. Michele. Il complesso attualmente visibile risale nel suo insieme a varie epoche: ad un primo momento costruttivo, datato al XIII sec., si sovrappose una fase «milanese» (1473-1486), cui seguì un intervento di ripristino all'inizio del Seicento ed infine grandi interventi nell'Ottocento.
L'odierno aspetto è il risultato degli ultimi restauri (1984-1991), diretti dall'architetto Aurelio Galfetti. Da ricordare infine l'imponenza della Torre detta Bianca (1250-1350), alta 27 metri, e l'eleganza della Torre Nera (1310), alta 28 metri. La cinta merlata si suddivide in tre settori; da uno di essi si stacca la murata che scende fino in città. All'epoca dei Visconti scendeva fino al fiume Ticino; costruita verso la fine del XIV sec., fu potenziata dagli Sforza tra il 1486 e il1489, e distrutta in parte dalla «buzza di Biasca» nel 1515.
Da questo castello la vista è bellissima. Ad esso si può arrivare salendo per ripidi viottoli, da piazza Collegiata, da piazza Nosetto e per una comoda strada partendo da via Orico. Dalla Piazzetta Della Valle si può inoltre salire al castello con il comodo ascensore.

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La storia della collina e della città: in una presentazione schematica sono riassunti i 6500 anni della presenza umana sulla collina; dal primo villaggio neolitico fino al XX secolo. Dopo aver preso conoscenza di un fatto storico quasi dimenticato quale l'esistenza di una zecca dei tre cantoni primitivi attraverso la visione dell'importante collezione di monete cinquecentesche, il visitatore potrà godere dell'audiovisivo riassuntivo.



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Castello di Montebello

 

Informazioni:

Tel.: 091 / 825 13 42

 

Apertura museo:

Aprile-Novembre
10.00-18.00

 

Museo civico archeologico

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È situato sul colle di Montebello a una novantina di metri sopra il livello della città dominando dall'alto il Castelgrande.
Da esso si dipartivano le mura che chiudevano l'antico borgo sino ad incontrare quelle che scendevano dal colle di S. Michele. Di queste mura, che proteggevano i fianchi del formidabile fortilizio a forma di triangolo, esistono ancora parte dei due rami.
Interessante è la murata venuta alla luce alcuni anni or sono in piazza del Sole, murata che sarà restaurata. Il primo nucleo interno di questo castello, restaurato a più riprese, risale al XIII/XIV sec. Sembra che sia stato eretto dai Rusconi che lo conservarono anche sotto il dominio dei Visconti. Le corti esterne con le torri e il rivellino furono costruiti nel XIV/XV sec. ed ebbero l'aspetto attuale per opera degli ingegneri sforzeschi nella seconda metà del XV sec. Anticamente era chiamato Castel Piccolo (1457-1472) o Castello di Montebello.
Durante l'occupazione svizzera fu chiamato Castello di Svitto e, dopo il 1818, di S. Martino. Diventato di proprietà della famiglia Ghiringhelli verso la fine del XVIII sec., fu acquistato dal Cantone nel 1903 in occasione del Centenario dell'Indipendenza ticinese.
Da quest'altro castello, che si può raggiungere a piedi da Piazza Collegiata o dal quartiere Nocca, e per una strada che si diparte da viale Stazione, la vista è superba.

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Nel mastio e nel palazzetto di questo castello di Montebello è sistemato il Museo civico, inaugurato nel 1974. Modernamente arredato dagli architetti Mario Campi e Franco Pessina, è diviso in due sezioni: quella storica e quella archeologica.
Nella prima sezione sono esposte pietre (capitelli quattrocenteschi in parte stemmati, tutti di provenienza bellinzonese, nonché una rara fonte battesimale ritenuta del XIII sec.), disegni, bozzetti, incisioni di noti autori ticinesi e stranieri.
A questi cimeli vanno aggiunte le armi bianche e da fuoco. Nella sezione archeologica sono messi in mostra molti reperti ticinesi, incominciando dai più antichi che possono essereriferiti a 1400/1500 anni prima di Cristo.
E poi ceramiche, vetri, urne cinerarie, suppellettili e monili in ferro ed in bronzo rinvenuti in diverse necropoli del Cantone Ticino nel corso di numerose campagne di scavi. La visita a questo Museo è consigliata sia all'esperto che al profano, particolarmente alle scolaresche.



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Castello di Sasso Corbaro

 

Informazioni:

Tel.: 091 / 825 59 06

 

Apertura museo:
Aprile-Novembre

10.00-16.00

 

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Domina sulla pianura bellinzonese a 230 metri sopra il livello della città. Tipica fortezza sforzesca, le sue masse murarie sono ridotte all'essenzialità di una figura geometrica.
Nella corte quadrata chiusa tra alte muraglie s'innestano il mastio dalle possenti spalle che raggiungono i metri 4.70 di spessore, e la torre di vedetta. Venne costruito per ordine del duca di Milano nel 1479 in poco più di sei mesi di lavoro dopo la battaglia di Giornico. È opera dell'ingegnere Benedetto Ferrini di Firenze che morì di peste, il 10 ottobre dello stesso anno. Il suo nome deriva dal colle sul quale si erge; durante il dominio svizzero fu chiamato di Unterwalden, e nel 1818 di S. Barbara.
Dai bellinzonesi è detto anche Castello di Cima. Questo fortilizio, che fu innalzato per garantir meglio la chiusura della valle del Ticino, dopo il 1798, abbandonato a sè stesso, incominciò ad andare in rovina; si sarebbe ridotto ad un cumulo di macerie se agli inizi del 1870 il Cantone non l'avesse ceduto ad una società che intendeva trasformarlo in albergo, e, alcuni anni dopo, a tre famiglie bellinzonesi che lo trasformarono in residenza estiva.
Nel 1919 ritornò allo Stato che poi lo restaurò facendo ricostruire, tra l'altro, il rivellino, i portali d'ingresso, la seicentesca cappella e il pozzo. Vi si può salire per comode strade dal Castello di Montebello e da via Ospedale. Quest'ultima fiancheggia il torrente Dragonato e passa sotto la chiesa della Madonna della Neve.
Il panorama che vi si gode è fantastico: si allarga, verso settentrione, fino alla valle Riviera dominata dal pizzo di Claro, e verso meridione si spinge sino al bacino del lago Maggiore in territorio italiano. Il castello e il ristorante sono aperti al pubblico da aprile a ottobre.

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La sala lignea venne fatta costruire nel XVII secolo dalla famiglia Emma quale rivestimento per il vestibolo della sua casa ad Olivone in Valle di Blenio. La funzione di questa sala era anche quella di «stüva», come testimonia tuttora la pigna in sasso utilizzata per riscaldare e recante lo stemma di famiglia (l'aquila e il leone rampante).
Tutto il manufatto è realizzato in noce massiccio, tranne le decorazioni applicate del plafone e la parte non visibile dell'armadio (ripiani e schienale) che sono in legno d'abete.
Conscio dell' importanza della sala, il Cantone Ticino decise di acquistarla nel 1944 dagli eredi Poglia. Essa venne collocata a Castelgrande e vi rimase fino al 1989, anno del suo trasferimento nel Castello di Sasso Corbaro e del suo accurato restauro.
Nella Torre Belvedere del castello: esposizioni temporanee.

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